IL RITO

IL RITO CIVILE è sempre più diffuso, sia perché molti non si sentono pronti ad assumere l’impegno indissolubile del matrimonio religioso, sia perché aumenta il numero di persone divorziate, che non possono accedervi senza ottenere l’annullamento del vincolo precedente da parte del Tribunale Ecclesiastico.

L’iter burocratico non è eccessivamente complesso, ma richiede tempi a volte abbastanza lunghi, quindi è consigliabile attivarsi con sufficiente anticipo e pianificare con attenzione il proprio percorso, per evitare di perdere tempo e soprattutto per non rischiare di mancare gli appuntamenti.

Poiché alcuni documenti devono essere richiesti nel Comune di nascita, altri in quello in cui si è risieduto l’ultimo anno, possono rendersi necessari degli spostamenti, non sempre agevoli per chi lavora e non può delegare un’agenzia per queste documentazioni.

Compiuto l’iter burocratico fino all’affissione delle pubblicazioni, è possibile sposarsi entro i sei mesi successivi, scegliendo liberamente un qualsiasi Comune sul territorio nazionale.

La cerimonia in Comune ovviamente è meno rigorosa del rito canonico, ma bisogna seguire alcune regole di base: in primo luogo è opportuno verificare per tempo lo stile della sala della Casa Comunale, abitualmente molto sobrio, adeguandovi l’addobbo floreale, e sulla sua capienza, per evitare spiacevoli affollamenti.

Gli inviti vengono realizzati nella forma tradizionale delle partecipazioni, anche se, soprattutto nel caso di persone divorziate, normalmente la cerimonia è più discreta e con un numero ristretto di invitati, scelti tra i parenti più stretti e gli amici cari.

Per la sposa è consigliabile indossare un tailleur classico, in tinte tenui e con un’acconciatura non troppo elaborata, tuttavia nulla vieta l’abito lungo bianco, magari con l’accortezza di evitare la presenza del velo; per lo sposo e gli invitati non ci sono indicazioni specifiche, è sufficiente non dimenticare il tono meno formale e l’ambiente più sobrio in cui si svolge il matrimonio.

La sposa entra nella sala, al braccio del padre, mentre lo sposo attende presso il tavolo del funzionario comunale; la disposizione è quella classica, con lo sposo a destra e la sposa a sinistra, alle loro spalle gli invitati si dispongono allo stesso modo.

Ovviamente i lunghi dove sposarsi, oltre la Chiesa ed il Comune, sono diversi e possono rendere la cerimonia davvero emozionante ed assecondare i propri gusti.

In un castello, immersi nel verde o addirittura in riva al mare lasciandosi commuovere, oltre che dall’amore anche dall’incantevole scenario.

A seconda del luogo scelto, a volte è anche lo stesso del ricevimento, si opterà per addobbi e stili differenti.

I DOCUMENTI E L’ITER BUROCRATICO

L’iter burocratico nel caso dei matrimoni civili si è notevolmente snellito negli ultimi anni, perché sarà il Comune a procurarsi tutta la documentazione necessaria.

La prassi prevede che i fidanzati si rechino, circa due mesi prima di sposarsi, presso l’Ufficio di Stato Civile del Comune di residenza a richiedere i documenti necessari, e cioè:

  • – Atto di Nascita
  • – Certificato Contestuale (residenza, stato libero e cittadinanza)

 

In caso di divorzio bisogna aggiungere la sentenza di divorzio.

In caso di vedovanza va allegato il certificato di morte del coniuge defunto.

In entrambi i casi è necessario che dai suddetti eventi siano trascorsi almeno 300 giorni.

Gli incaricati comunali provvederanno a elaborare tutta la documentazione necessaria.

Per il giuramento non è più richiesta la presenza di un genitore o di un testimone.

Le pubblicazioni, recanti le generalità dei promessi ed il luogo di celebrazione delle nozze, verranno esposte, dopo la promessa, alla porta della Casa Comunale dei comuni di residenza per 8 giorni.

Entro 180 giorni dalle pubblicazioni il matrimonio delle essere celebrato, altrimenti bisogna ripercorrere tutto l’iter da capo.

Per quanto riguarda i costi e gli oneri relativi alla pratica sarà il Comune a specificarli indipendentemente dalla Casa Comunale, se diversa, dove verrà svolta la cerimonia.

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Villa Tamerici

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